CONFRATERNITA  DI S. STEFANO ASSISI


- LE ORIGINI:La confraternita  di S. Stefano è la prima fraternita di Disciplinati  ad Assisi, la più antica della città costituita nel 1324.  Svolse sin da subito un'importante funzione di amalgama tra le diverse componenti sociali e culturali della città dando grande rilievo alla solidarietà . In breve tempo nell'arco di circa un anno ebbe  riconoscimento giuridico: nella pergamena, esposta datata 25 luglio 1325, il vescovo di Assisi, Teobaldo concesse alla fraternita di avere una sede, un oratorio, l'ospedale ed un proprio sigillo. Il 27 luglio 1325 venne posta sotto la protezione di Santo Stefano da Fra Teobaldo vescovo di Assisi, che  concesse  di erigere un altare nell'oratorio e di installare una piccola campana, quindi riconobbe come lecito il pio sodalizio.   Due anni più tardi il vescovo Teobaldo concesse che si potessero ottenere delle indulgenze partecipando alla vita dei sodalizi cittadini.  Queste indulgenze incentivarono notevolmente la nascita dei sodalizi anche perchè dal 1320 al 1352 Assisi, a causa del furto del tesoro papale dalla chiesa di San Francesco fu colpita dall'interdetto. Nei secoli seguenti ebbe tra i suoi componenti le più illustri famiglie della città e molti distinti personaggi tra cui la gloriosa figura di San Giuseppe da Copertino.  Dal Registro Catastale dei beni delle chiese della diocesi di Assisi,   della seconda metà  del sec XIV e del  secolo XV, si viene a conoscenza che il possesso di ben 46 appezzamenti di terra fanno di questa Confraternita uno dei più ricchi enti religiosi della diocesi. Curiosità ed una certa impressione ha suscitato l' "ordo ad faciendam disciplinam"codice membraneceo che dispone le norme del rito della disciplina,l'autoflagellazione, sconcertante agli occhi dei nostri contemporanei, ma componente principale della vita confraternale, rito di espiazione, di imitazione della sofferenza di Cristo. Merita una doverosa citazione il prezioso Messale, acquistato nel 1338 con il contributo economico di tutti i confratelli, il Laudario ed il manoscritto 21, codice membranaceo che contiene le preghiere in volgare assisano trecentesco. Nel 1327 furono redatti gli Statuti della Confraternità si tratta delle normative tra le più antiche esistenti. Gli ideali che i confratelli volevano perseguire erano l'allontanamento dal male,  il compimento del bene, attraverso una vita sobria, tenendo un comportamento pio verso Dio ed una giusta condotta verso il prossimo, impegnandosi sempre per la pace. La confraternita oggi fedele alle sue origini svolge la sua missione sotto la giuda spirituale di Padre Carlos Acacio, dedicandosi alla preghiera, ad opere di carità e alla partecipazione alla vita spirituale assisana. La confraternità di S.Stefano come del resto tutte le confraternite del Trecento non sono "reperti archelogici", ma esistono ancora oggi e contano numerosi confratelli; diverse sono le norme e l'azione. Dai documenti storici siamo riusciti a ricostruirne il percorso in sette secoli  offrendoci un realistico spaccato della vita quotidiana nell'Assisi del XIV secolo.